Q.
Chi é Mario Balestra? Ci racconti brevemente la tua vita artistica?
A. Sono nato
a Castelfidardo, mi sono diplomato in Armonia e Contrappunto presso
l'Accademia Lanaro (Roma) e a 20 anni ho iniziato a lavorare con l'orchestra
Barzizza di Roma. Nel 1964 vado negli Stati Uniti dove continuo gli
studi sull'armonia modale applicata al jazz con il M° Tony Zano
nella prestigiosa School of Music of Boston e, con Lee Evans, nella
Columbia University of N.Y. Studio invece fisarmonica jazz con il
M° Al Astone.
Per circa 30 anni insegno fisarmonica e musica jazz oltre a suonare
con importanti artisti statunitensi come: Maurice Chevalier, Joan
Crawford, Carlo Bergonzi, Frank Sinatra, Gloria, Al Di Meola, Steve
White, Carl Moscowitz, Eddie Monteiro, Gelso Pellegrini, Al Silver
Orchestra, The Duke Quintet, John Koening Big Band, Art Van Damme,
etc.
Rientro in Italia nel 1997 dove faccio concerti con diversi jazzisti
italiani e sono richiesto come membro di giuria in numerosi concorsi
internazionali.
La collaborazione con aziende di Castelfidardo mi ha portato in tour
in Germania e Cina.
Q. Perché la fisarmonica?
A. Perché nel 1934 mio padre aprì la propria
fabbrica Claudio Balestra e figli.
Cosi sono cresciuto con questo meraviglioso strumento.
Q. Perché il jazz?
A.
A 14 anni già collezionavo dischi jazz di Art Van
Damme, poi di Leon Sash ed altri.
Trovandomi a New York per tanti anni e fare la professione di fisarmonicista
sentivo di più questa disciplina, veramente emozionante.
Q. Hai inciso e pubblicato per molte importanti case editrici, come
componi?Hai qualche consiglio da dare ai più giovani?
A. Ho scritto per le edizioni Berben ,Physa
,Barvin,Piccoli, Gaja.
Compongo quel che sento al momento stesso e cerco sempre di diversificare
il contenuto, questo mi è stato insegnato dal mio insegnante
prof. Anthony Zano ai giovani raccomando serietà e perseveranza
negli studi.
Q. So che stai scrivendo un impegnativo metodo
jazz per fisarmonica, ce ne parli?
A. E basato sull'armonia modale, con una ricca collezione
di scale, accordi e tanti anni di esperienza musicale.
Q. Nella tua lunga carriera concertistica hai spesso collaborato con
aziende
prestigiose di Castelfidardo, costruttrici di fisarmoniche.
Cosa puoi raccontarci?
A. Da giovane collaborai con la Marino Pigini,
recentemente, grazie a due amici Ivo e Lido Polverini e figli che
credono nelle mie capacità, sto girando il mondo da Francoforte
a Shanghai dove sono stato in concerto in due conservatori locali.
Q. Come la tua esperienza americana ha influito sul tuo stile?
A. Sono cresciuto in questa disciplina a New York dove
ho incontrato e poi studiato con Al Astone, ma ho appreso anche ascoltando
colleghi come chitarristi, pianisti, trombettisti, sassofonisti, cantanti,
etc. Da ciascuno di questi ho appreso qualcosa.
Q. Chi sono stati i tuoi modelli
fra i
fisarmonicisti e se ti
hanno influenzato?
A. Come già detto Art Van Damme è
stato
immensamente influente
ma negli Stati Uniti ce ne sono di questa taglia diversi, ricordo
Leon Sash, Joe Frontiere, Bobby Wina, Tony Dannon, Frank Marocco,
Eddy Monteiro ed altri dei quali ho collezionato scritti, dischi,
cassette, Cds, oltre ai miei insegnanti Al Astone e Tony Zano, questi
ultimi sono stati veramente determinanti per il mio stile.
Q.
I tuoi programmi futuri?
A.
Su richiesta partecipo come membro di giuria e concertista
nei vari concorsi internazionali; avendo vissuto per tanti
anni all'estero non sono molto conosciuto nella mia Italia ma collaboro
pienamente con la ditta Polverini per tutto ciò che riguarda
la pubblicità dei loro prodotti.
Q. Una definizione dell'arte?
A. E' quando l'artista si esprime suscitando emozioni,
il tutto richiede non solo talento ma tanti anni di seri studi e tante
ore di ascolto